marioEscursione alla grotta di San Michele a Monte Melanico

di Mario L. Capobianco

 

 

Il Medio Volturno: crocevia di popoli, terra del buon cibo, di tradizioni e antichi costumi; scrigno di borghi secolari, palazzi, piazze, monumenti, antiche rovine, testimoni di eventi che hanno scritto pagine di storia; gli incantevoli paesaggi, caratterizzati da dolci pendii collinari e ampie valli accarezzate dalle acque del Volturno, svelano anche la vocazione sportiva di questi luoghi. Attività sportive praticabili a piedi, in mountain bike, a cavallo… e con altri mezzi.

Nella prima edizione della Guida Turistica del Medio Volturno,copertina impaginata vogliamo cominciare a presentarvi alcuni suggestivi itinerari di trekking, che vi guideranno verso luoghi poco conosciuti ma tra i più affascinanti dei monti Trebulani e della catena di monte Maggiore. Abbiamo quindi scelto di iniziare con il sentiero che conduce alla Grotta di Monte Melanico (o monte Sant’Angelo), nella frazione Profeti, del comune di Liberi.

Lasciandosi alle spalle la piccola frazione, dopo poche centinaia di metri, si raggiunge comodamente in auto una piccola piazzola (idonea al parcheggio), riconoscibile grazie alla presenza di un grande cartello di indicazione turistica.
Appena imboccata la stradina ha inizio il sentiero; regolarmente segnalato dalla cartellonistica locale e dalla presenza di una croce.

I lavori eseguiti negli ultimi anni, lo hanno reso più comodo e facile da percorrere; adatto a tutte le fasce di età.
Il percorso, di circa 1200 metri, più ripido e dissestato per un breve tratto iniziale, si snoda in un bosco di querce, attraverso un sentiero caratterizzato da una leggera pendenza, protetto da una staccionata laterale.

Lungo il cammino, la rada vegetazione boschiva permette allo sguardo di spaziare sugli incantevoli scorci panoramici sottostanti. In diversi punti segnaliamo la presenza di piazzole di sosta e di ristoro, attrezzate anche con panche e tavoli. Il percorso si conclude in prossimità di un’imponente parete rocciosa, sulla quale si apre un varco che permette l’accesso alla grotta: una maestosa e splendida cavità naturale, divisa in diversi ambienti, grandi e piccoli.
Il silenzio cui invita questo luogo è interrotto solo dal rumore dello stillicidio d’acqua che, goccia dopo goccia, ha depositato nei secoli carbonato di calcio, determinando la formazione di stalattiti e stalagmiti.

Un luogo veramente interessante! Non solo per il suo alto valore naturalistico, ma anche storico. La grotta è stata infatti consacrata dai Longobardi al culto di San Michele Arcangelo, che sostituì quello preistorico, di tipo litoiatrico (curativo), le cui tracce sono sopravvissute all’avvento del cristianesimo.

Tempo medio di percorrenza: 60 minuti circa
Distanza complessiva: 2.400 metri
Dislivello: 150 metri
Difficoltà del percorso: T = Turistico