Nel bosco di San Vito a Sant’Angelo in Formis

Terra bellissima, fonte di denaro e di pace e di sostentamento per i popoli
Con queste parole Cicerone, nel I secolo a.C., descriveva i territori della Campania Felix.

Nonostante le trasformazioni avvenute nel corso dei secoli, tali bellezze e ricchezze si possono ancora percepire nella grande varietà, nei gusti e nella qualità dei prodotti enogastronomici; nelle numerose testimonianze storiche tanto invidiate e nella bellezza di un paesaggio compreso tra mare e montagne.  Tra i numerosi tesori che la natura ha modellato in questo territorio si trova il Bosco di San Vito, a Sant’Angelo in Formis, piccola frazione di Capua.

A passeggio tra suggestivi sentieri e piante secolari scopriamo di trovarci nel polmone verde dei monti tifatini, famosi per essere stati una delle tenute di caccia più amate dai Borbone. Proprio la famiglia Reale ha lasciato qui interessanti testimonianze di ingegneria idraulica. In punti strategici, all’interno del bosco, si trovano infatti pozzi di areazione e manutenzione dei canali d’acqua che disegnano una rete sotterranea su di un lato della collina tifatina.
Questo luogo, un tempo era ricco di sorgenti, come quelle di Sansò, Fico, Riccia e San Vito. Molte di queste sono prosciugate, anche se ancora resistono piccoli corsi d’acqua che hanno formato l’habitat ideale per la dimora e la proliferazione della Salamandrina dagli occhiali o terdigitata.
I molti sentieri presenti, tutti ben segnalati, si percorrono con una certa facilità e non richiedono particolare preparazione fisica.

Tra le principali diramazioni del Sentiero del Re segnaliamo il sentiero delle Rocce, dei Noccioli, del Generale Garonna e delle Salamandrine. Il percorso più lungo e impegnativo è quello che, partendo da Sant’Angelo in Formis, conduce fino a San Leucio. Ciascuno di questi regala il piacere di un’atmosfera incredibile.
Dopo aver percorso poche decine di metri, tutto il frastuono della città è già dimenticato; nessun suono di clacson, nessun rombo di auto né schiamazzi, ma solo l’allegro cinguettio degli uccelli, il soffio del vento che sfiora le foglie e la beata frescura degli alberi. Oltre a queste meraviglie offerte da madre natura, al termine dei sentieri si possono raggiungere affacci panoramici sull’Oasi delle Salicelle e i Monti Trebulani da un lato o sulla vasta piana campana dall’altro.
Gli escursionisti un po’ più pratici possono intraprendere il sentiero che collega la Basilica benedettina a San Leucio. Un percorso che fa da cornice alla natura, alla storia e alla sorprendente arte di questi luoghi.

Quella che vi stiamo proponendo è una passeggiata che sa regalare emozioni e benessere, che consigliamo di fare in compagnia di due ciceroni d’eccezione: Giovanni Nocera e Nicola Conetta, giovani volontari e appassionati conoscitori del bosco, che da qualche anno dedicano le proprie energie alla valorizzazione di questo incantevole luogo.

La Salamandrina Terdigitata

Popola i territori racchiusi tra la Campania centrale e la Calabria. Per le sue caratteristiche, la specie che popola il Medio Volturno di distingue per un patrimonio genetico che, da tempo, suscita l’interesse del mondo scientifico. L’habitat ideale di queste creature è costituito da colline e montagne (con un’altitudine compresa tra i 200 e i 900 metri s.l.m.) situate nella fascia climatica mediterranea. Grotte, pozzi e fonti sono i luoghi preferiti dalle femmine per deporre le larve. Il maschio della salamandrina ha, invece, un’attitudine più terricola. Anche se è a basso rischio di estinzione, questa è una specie considerata protetta, così come riportato dall’Appendice II della Convenzione di Berna, essendo anfibi molto sensibili ai cambiamenti climatici e all’inquinamento.

Per info e visite guidate
Pagina Facebook: Sentiero del Re

Si ringraziano Giovanni Nocera e Nicola Conetta per la preziosissima collaborazione