a cura di Emilia Genzano e Michele Casapulla

Gli appassionati escursionisti o anche solo i semplici amanti delle passeggiate in natura devono ricordare il nome di questo sentiero se vogliono vivere un’esperienza veramente unica; in realtà il sentiero 620 CAI nasce col nome più caratteristico di Sentiero del Mirto. Nel Comune di Castel Morrone, è un incantevole percorso naturale che inizia in località Abbetelle, dove si può lasciare l’auto e proseguire verso il monte Castellone-Gagliola.

Il nome (una stupenda idea degli amici di Trekking Castel Morrone) ricorda le piante di Mirto, la cui presenza è massiccia su queste montagne e colora il cammino dei passeggiatori che decidono di intraprendere questo percorso. Risalendo pian piano le colline si comincia a sentire uno spettacolare profumo che accompagna l’escursionista per tutto il tempo. Qui non manca certo una vegetazione eterogenea e variopinta; oltre che di cespugli di mirto, queste colline sono ricche di piante di pimpinella, erica, cisto e timo che, nei vari periodi dell’anno, colorano l’intero paesaggio.

L’erica, in particolare, è famosa perché viene intagliata per realizzare le pipe; un’usanza molto diffusa tra i pastori fino a tempi anche recenti, che occupavano in questo modo parte della giornata, trascorsa tra le montagne, dedicata al pascolo delle greggi. Nel frattempo le colline si aprono allo sguardo dei camminatori, che possono scoprire la stupefacente meraviglia della piana del Volturno osservata dall’alto.
Da questo punto in poi, il sentiero costeggia la sommità della prima collina e, mentre si procede verso la seconda cima, si può osservare il fiume Volturno scorrere nel suo letto con un lungo e ammaliante percorso sinuoso che, all’altezza del cosiddetto Ponte Annibale, diventa dimora e rifugio per piante e animali con l’estesa Oasi protetta Le Salicelle. Proseguendo lungo la dorsale montuosa l’immagine dell’intero paesaggio è sempre più nitida e completa.

Come in un bellissimo quadro, le anse del fiume separano le colline Tifatine dai monti Trebulani per attraversare lo stretto corridoio di Triflisco e proseguire verso la città di Capua per raggiungere, all’orizzonte, il Mar Tirreno, la cui superficie saluta con un grande luccichio gli sguardi colmi di sorpresa. La passeggiata conduce fino all’estremità di monte Castellone-Gagliola dove è d’obbligo una sosta e, magari, un thè caldo tra le mura ciclopiche costruite dai Sanniti tanti secoli fa. Guardandosi intorno si comprende facilmente come mai abbiano scelto proprio questo luogo per costruire il loro insediamento e la vicina necropoli. L’atmosfera che si vive in questo luogo particolare è quasi mistica, circondati dai resti della cinta sannitica da un lato e dal “dio Volturno” dall’altro e ancora dai bellissimi monti ricoperti da boschi.

Il percorso si completa con un anello che gira sul lato della collina che affaccia su Castel Morrone e, in lontananza, sulla comola grande, una delle doline da crollo più grandi d’Italia, che ha interessato studiosi ed escursionisti. All’interno, infatti, si è creato un microsistema completamente differente da quello circostante, con specie di piante e animali che vi hanno trovato il loro habitat ideale.
Si conclude così la passeggiata di circa tre ore, che copre un sentiero lungo circa sei chilometri, praticabile da tutti e senza particolari difficoltà.
Consigliamo sempre di dotarsi di un abbigliamento e soprattutto di scarpe adeguate e di rivolgersi ai soci dell’Associazione Trekking Castel Morrone che conoscono bene il luogo e la sua storia, così da riuscire a vivere appieno questa meravigliosa esperienza immersi nella natura tifatina.

Per informazioni

Trekking Castel Morrone CE