Il Real Borgo di San Leucio… e la nascita della seta più bella del mondo

Nel 1759 salì sul trono del Regno di Napoli il re che ha fatto conoscere Caserta in tutto il mondo e ha dato inizio a una delle migliori produzioni artigianali della storia. Stiamo parlando di Ferdinando IV di Borbone e del suo sogno nato tra le verdi colline che abbracciano la città di Caserta, dove si trovano i borghi di Vaccheria e di San Leucio.

Ferdinando, affascinato dalla bellezza di questi luoghi immersi nella natura, decise di trasformarli in una delle “Reali Delizie”, un possedimento dedicato alla caccia e allo svago, dove potersi rilassare lontano dagli impegni politici e dagli incontri formali che si tenevano a corte. La dimora che i principi Acquaviva innalzarono nel Cinquecento a San Leucio divenne la residenza privata del re.

A Vaccheria, invece, fece costruire il suo casino di caccia e avviò una piccola fabbrica di veli e calze in seta. Proprio qui, purtroppo, morì prematuramente il primogenito Carlo Tito, all’età di soli tre anni. Questo triste evento portò Ferdinando ad allontanarsi da Vaccheria e a spostare i suoi interessi su San Leucio dove, nel 1782, cominciò a trasformare il suo sogno in realtà.

Nacque la Real Colonia di San Leucio e i suoi abitanti furono istruiti per diventare eccellenti artigiani e cittadini esemplari. L’idea del re era quella di dar vita a Ferdinandopoli, una città perfetta dal punto di vista sociale, artigianale, industriale, politico ed economico, un progetto che purtroppo rimase incompiuto. Di fonte al palazzo del re furono realizzate due serie di villette a schiera; si tratta di 37 unità abitative che ospitavano gli operai della colonia. Le case erano tutte uguali, disposte su due livelli, e comprendevano anche una cantina e un piccolo orto/giardino.

Nel 1789, mentre in Francia si combatteva per conquistare la libertà e la democrazia, a Napoli veniva promulgato il Codice Leuciano o Statuto della Colonia di San Leucio, una raccolta di leggi che regolavano la quotidianità di coloro che la abitavano. Era un progetto avanzatissimo per il periodo se si pensa che si andava a creare un sistema basato unicamente sulla meritocrazia, dove l’uomo e la donna godevano di pari diritti e pari dignità.

San Leucio dunque, da piccolo insediamento reale fu trasformato in un abitato all’avanguardia la cui vita doveva basarsi su tre principi: la fede come virtù sociale, il merito come spinta al lavoro, l’educazione alla base della convivenza tra gli individui.

Con l’aiuto dell’architetto Francesco Collecini, allievo di Vanvitelli, il palazzo degli Acquaviva fu ampliato per ospitare tutto quanto potesse servire a una moderna fabbrica della seta. Tutto ciò accadeva a pochi passi da quella piana dove veniva coltivata la canapa ed erano diffusi piccoli allevamenti di bachi da seta, introdotti dalla regina Maria Amalia di Sassonia, moglie di Carlo di Borbone.

Con la nascita della Reggia-Filanda, fu realizzato il primo impianto industriale della storia, dove veniva realizzata la seta più preziosa e bella del mondo. Per creare tutto ciò, Ferdinando chiamò a San Leucio numerosi esperti stranieri. All’interno della tenuta, un po’ alla volta, furono inseriti tutti i corpi di fabbrica per creare il ciclo completo di lavorazione. Fu realizzata la coculleria, per il deposito dei bachi da seta, accanto alla Filanda, che ospitava una parte dei macchinari utili alle varie fasi della lavorazione tessile. I torcitoi erano alimentati da una ruota idraulica presente nei sotterranei del fabbricato, azionata dall’acqua portata qui da un ramo dell’Acquedotto Carolino. Nella fabbrica si producevano broccati, lampassi e liseré oltre ai famosi damaschi, risultato dell’intreccio tra fili di ordito e di trama.

Questi pregiati tessuti venivano utilizzati per realizzare gli abiti dei sovrani, abbellire gli appartamenti reali e tutto ciò che poteva affascinare coloro che giungevano a corte. Questi stessi tessuti adornano ancora oggi le sale del Vaticano, della Casa Bianca e di Buckingham Palace.

Grazie a un importante intervento di restauro avvenuto negli anni ’90 del secolo scorso, il Real Borgo è tornato a vivere, riconquistando il fascino che lo caratterizzava nel Settecento. Il sito e gli impianti industriali sono stati recuperati e oggi i telai sono tornati a “tessere un sogno di seta”.

Il percorso di visita dedicato alla loro scoperta regala un vero viaggio indietro nel tempo: oggi è possibile osservare da vicino questi straordinari macchinari ancora funzionanti; ammirare gli interni di una delle case operaie, la Casa del Tessitore; accedere agli appartamenti e ai giardini reali.

Visitare il complesso del Belvedere di San Leucio vuol dire lasciarsi conquistare dalla sua sobria eleganza e riuscire a leggere, tra le architetture e i decori, l’illuminata visione che portò Ferdinando IV di Borbone a rendere grande e all’avanguardia questa terra.

Il Borgo di San Leucio prende il nome da un’antica chiesetta di origine longobarda consacrata a San Leucio. Dal 1997, il Complesso Monumentale del Belvedere è riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

 

Per informazioni
Tel. 0823 273152 – 273174
www.belvederedisanleucio.it
Real Belvedere di San Leucio

Foto di Real Belvedere di San Leucio, Enrico Raimondo e Dronefly