a cura di Sisto Bucci

Una delle esperienze più belle che riserva la provincia di Caserta è la possibilità di vivere l’antica bellezza di piccoli borghi, dove si respira ancora un’atmosfera ricca di magia e suggestione. Se c’è un comune che rappresenta bene tutto questo è sicuramente Pietramelara, un piccolo centro che vive tra presente e passato, modernità e antichità, situato nella terra di Vairano, stretto come in un abbraccio dai Monti Trebulani e dominato dalla vetta di Monte Maggiore.
Disteso tra pianura e colline, il comune di Pietramelara sa regalare elettrizzanti sensazioni a voi che siete alla ricerca di destinazioni alternative alle tradizionali mete turistiche.

Nella zona centrale, ad accogliervi c’è un’ampia piazza circondata da attività commerciali, bar e caffetterie, e un comodo parcheggio dove è possibile lasciare l’auto prima di gustare una bevanda o un gelato fresco. Tra alberi e negozi subito si nota la splendida chiesa patronale consacrata a San Rocco, realizzata nel XVI secolo.
A poche decine di metri si trova la Porta della Madonna della Libera che segna l’ingresso in uno dei borghi medievali più belli della provincia… siete pronti per fare un salto nel passato? Le immagini della Madonna e di San Rocco danno il benvenuto nella parte più alta e antica di Pietramelara, nata prima dell’anno Mille per volontà dei principi longobardi Landolfo e Atenolfo. Oltre l’ingresso si schiude uno scenario dove sembra che il tempo si sia fermato e subito si percepisce la nobile e storica grandezza di questo borgo. Le stradine disegnano anelli concentrici che comunicano tra loro tramite scalini, modellati nella roccia, e angiporti (brevi gallerie molto diffuse nei borghi medievali). Lungo il cammino si susseguono case, palazzi e scorci panoramici.
Proseguite fino a raggiungere la sommità del borgo, dove si trova la torre che un tempo faceva parte del castello dei marchesi Celano-Monforte. Oggi il mastio ospita un piccolo museo e dalla sua terrazza si può ammirare lo straordinario panorama che guarda verso i castelli di Pietravairano e Borgo San Felice, Roccaromana, Riardo e Vairano Patenora. Non è un caso, quindi, se la piana che ospita Pietramelara è conosciuta col nome di “Valle dei 5 castelli”. L’abitato era circondato, infine, da dodici torri costruite lungo un massiccio muro perimetrale. Questo possente sistema difensivo, tuttavia, non bastò a proteggere il borgo quando, nel marzo 1496, Ferdinando II d’Aragona ne ordinò l’assedio per punire i Monforte, in quanto alleati degli Angioini.

Secondo la tradizione, gli Aragonesi per riuscire a conquistare il borgo, aprirono una breccia nelle mura della città, in un punto ancora visibile oggi e noto col nome di “muro scassato”. Il risultato di quindici giorni d’assedio fu il massacro di due terzi della popolazione, mentre i sopravvissuti furono venduti al mercato degli schiavi di Napoli.  Negli anni seguenti, le sette famiglie risparmiate dalla strage cominciarono a costruire i primi edifici fuori dalle mura, come lo splendido Palazzo Ducale (XV secolo), la prima residenza del Sud Italia annessa a un parco-giardino “all’italiana” (una versione in miniatura dei futuri giardini della Reggia di Caserta). L’androne d’ingresso, che porta all’ampio cortile, conserva ancora un grande e bellissimo decoro che reca lo stemma dei nobili Caracciolo. Nelle immense sale del palazzo, che un tempo hanno ospitato sovrani e nobili famiglie, oggi alcune associazioni vi organizzano interessanti mostre ed eventi.
Una volta terminata la visita al borgo, scoprite le deliziose specialità gastronomiche proposte nelle diverse strutture agrituristiche e ristoranti locali… ricordando, però, che Pietramelara va scoperta piano piano, non solo per la sua storia, ma anche per le sue centenarie tradizioni religiose.

Si ringraziano per il prezioso contributo Francesco Tabacchino, Francesco Sabatino, Antimo De Cesare

Per informazioni

Pro Loco Pietramelara

 

ENGLISH VERSION

Pietramelara | A leap back in time over around 500 years

One of the most beautiful experiences that exists in the province of Caserta is the chance to discover the ancient beauty of small villages, where you can still breathe an atmosphere full of magic and charm. If there is a village that represents this most of all, it is certainly Pietramelara. A small town located in the land of Vairano that lives between past and present, modernity and antiquity, while secured by an embrace from the Trebulani Mountains and dominated by the summit of Monte Maggiore. Stretched between plains and hills, the town of Pietramelara knows how to give thrilling sensations to you who are looking for alternatives to traditional tourist destinations.

In the central area, there is a large square to welcome you which is surrounded by businesses such as bars and cafes, where the tour starts. You can begin by leaving your car in the convenient parking area before enjoying a drink or a fresh ice cream. Amongst trees and shops, you can immediately notice the splendid patronal church consecrated to San Rocco, built in the sixteenth century. A few dozen meters away there is the Porta della Madonna della Libera which marks the entrance to one of themost beautiful medieval villages in the province … are you ready to take a step back in time? The images of the Madonna and San Rocco welcome you to the highest and oldest part of Pietramelara, born at the behest of the Lombard princes Landolfo and Atenolfo before the year one thousand. Beyond the entrance a scenario opens up where it seems that time has stopped and the noble and historic grandeur of this village is immediately perceived. The streets draw concentric rings that communicate with each other by steps, modeled in the rock, and “angiporti” (short tunnels very common in medieval villages). Along the way there are houses, buildings and panoramic views as you continue to reach the top of the village, where the tower that was once part of the castle of the Marquis Celano- Monforte is located. Today, the keep contains a small museum and from its terrace you can admire the extraordinary panorama that overlooks the castles of Pietravairano and Borgo San Felice, Roccaromana, Riardo and Vairano Patenora. It would therefore not be an exaggeration if the plain that hosts Pietramelara was known as the “Valley of the five castles”. And to top it off, the town was surrounded by twelve towers built along a massive perimeter wall. This powerful defensive system, however, was not enough to protect the village when, on March 1496, Ferdinand II of Aragon ordered the siege to punish the Monforte, as they were allies of the Angevins.

To succeed in conquering the village, the Aragons opened a breach in the walls of the city in a point still visible today known as the “busted wall”. The result of fifteen days of siege was the massacre of two thirds of the population, while the survivors were sold to the slave market in Naples. In the following years, the seven families spared from the massacre began to build the first buildings outside the walls, such as the splendid Palazzo Ducale (XV century), the first residence in Southern Italy annexed to an “Italian-style” park-garden (a version in miniature of the future gardens of the Royal Palace of Caserta). The entrance hallway, which leads to the large courtyard, still retains an impressive and beautiful decoration bearing the coat of arms of the Caracciolo noble family. Today, some associations organize interesting exhibitions and events in the huge halls of the palace which once hosted kings and noble families. Once the visit to the village is over, discover the delicious gastronomic specialties proposed in the various agrotourism and local restaurants… remembering however, that Pietramelara must be discovered slowly, not only for its history, but also for its century old religious traditions.

We thank for the valuable contribution Francesco Tabacchino, Francesco Sabatino, Antimo De Cesare Photo by Giuseppe Paolisso