di Letizia De Crosta

“Cultura” è una parola non facile da definire, perché indica un bagaglio di conoscenze troppo vasto per poterlo spiegare in poche righe.
Non a caso, molti dizionari tendono a misurare il termine dando un significato diverso a seconda che si parli di educazione, sociologia, filosofia… questo è uno dei motivi per cui si pensa alla  cultura come a un mondo di nicchia che riguarda solo accademici, colti, professori.
Sorge spontanea, quindi, una piccola riflessione: la cultura è davvero di tutti? Etimologicamente, la parola cultura significa “coltivare, venerare, avere cura di…” Chiunque abbia una passione e la coltiva dedicandovi attenzione e tempo, come fa un contadino con il suo orto, ha la possibilità di far crescere il suo bagaglio di conoscenze della materia e condividerle con altri.
Questo è già fare cultura!
Non è un caso che nell’editoriale di una Guida dedicata al territorio si parli di cultura, che nell’ultimo ventennio ha avuto un ruolo vitale nei processi di sviluppo dei moderni centri urbani, come dimostrano numerosi casi in tutta Europa.
Analizzandoli, si rileva per tutti un elemento comune: le strategie che si adottano, per promuovere il territorio, ottengono risultati concreti e duraturi solo se riescono a suscitare il giusto interesse e il senso di appartenenza delle comunità.
Possiamo quindi affermare che “cultura del territorio” significa curare e rispettare i luoghi che ci ospitano, intesi come l’insieme delle numerose e differenti ricchezze presenti in un’area geografica
ben definita.
La conoscenza e il rispetto del territorio hanno una naturale quanto prevedibile conseguenza: la promozione.
Per dirla in maniera più sentimentale, il desiderio di condividere con altri un bene che si ritiene prezioso, di cui si è orgogliosi.
È questa la mission di GuideSlow: contribuire a far conoscere il territorio in tutte le sue sfaccettature, a chi ne è sporadico frequentatore e a coloro che lo abitano, che molto spesso non dedicano la giusta attenzione ai tesori che hanno a portata di mano, solo perché l’abitudine fa sembrare ordinario ciò che così ordinario non è.
Con la terza edizione della Guida Turistica del Medio Volturno, si testimonia l’impegno della redazione a crescere sempre più nel campo della promozione territoriale, scavando in ogni angolo per
scoprire il grande patrimonio che questa terra custodisce.
Ad oggi i risultati parlano chiaro: c’è sempre sorpresa ed entusiasmo da parte di chi ci legge e riscopre un territorio che conferma di essere all’altezza di competere, con altri magari più noti, per la sua bellezza, genuinità e gloriosa storia.
Si lavora arduamente, dunque, con la consapevolezza di operare su un ricco capitale (fatto di paesaggi, folclore, gastronomia, monumenti, musei…) che merita centralità nelle politiche di gestione dei territori e grande attenzione e rispetto da parte dei cittadini e dei visitatori.
Anche quest’anno abbiamo selezionato per voi alcuni tesori del Medio Volturno, come le bellezze archeologiche del Museo di Teano, specialità gastronomiche Vairanesi e Trebulane, sentieri di trekking, siti naturalistici e molto altro ancora, per accompagnarvi nel meraviglioso viaggio alla scoperta di un territorio che merita di essere conosciuto.