Nel Medio Volturno ci sono diversi  borghi che custodiscono un patrimonio naturalistico, storico e archeologico di una tale ricchezza che non trova nulla da invidiare ad altri siti più noti.
Spesso si percorrono inutilmente centinaia di chilometri alla ricerca di luoghi, racconti ed emozioni che invece l’Alto Casertano sa regalare a chiunque dedichi un po’ di tempo libero alla scoperta di questo meraviglioso territorio.
Se si è alla ricerca di una meta interessante, dunque, tra le destinazioni da suggerire c’è sicuramente il Museo Archeologico di Teano.
Inaugurato nel 2001, il Museo raccoglie tutte le testimonianze archeologiche del territorio, frutto di numerosi interventi di scavo avviati dalla Sovrintendenza in diverse stagioni.
La straordinaria qualità e quantità di materiale portato alla luce (ceramica da mensa, ex voto, rovine di santua-ri e molto altro ancora) ha spinto la Soprintendenza e l’amministrazione
comunale a individuare nel cuore di Teano la sede del Museo Archeologico Teanum Sidicinum.
Tutti i materiali sono in mostra in uno degli edifici più importanti e panoramici della città: il Loggione o Cavallerizza, un incantevole palazzo realizzato alla fine del XIV secolo su strutture di epoca antica, che ha avuto diverse destinazioni d’uso nel corso del tempo, ultima quella di museo.
Con circa mille reperti esposti, il Museo ripercorre il passato dell’intero territorio, partendo dalla preistoria per finire con la tarda antichità.
Nelle prossime pagine preparatevi a fare una “comoda” visita tra le sale del Loggione, nell’attesa che possiate al più presto avere occasione di scoprire di persona le bellezze di Teano e del suo Museo Archeologico.

Atrio

All’ingresso del Museo si possono osservare alcuni reperti provenienti dalle necropoli romane situate lungo le strade più importanti dell’epoca, come la Via Latina (oggi Via Casilina), e dall’antica area urbana.

Sala I – La Terra dei Sidicini

Questa è la sala dedicata al territorio abitato dal popolo dei Sidicini.
L’elemento che più contraddistingue quest’area è la presenza del fiume Savone, lungo il quale nacquero numerosi luoghi di culto.

Sala II – I Santuari

La scoperta di cimiteri e luoghi di culto ha permesso di individuare i primitivi villaggi rurali. Dai materiali depositati dai fedeli nei santuari, si può capire che nei diversi abitati si adoravano le stesse divinità e si partecipava agli stessi riti.
Le opere esposte qui sono anche una testimonianza dell’alto livello raggiunto nella tecnica della lavorazione del bronzo, molto apprezzato in tutto il sud Italia.

Le Monete

Le vetrine situate all’ingresso della sala III rivelano quanto fosse grande la potenza economica di Teano. La città, alleata di Roma, aveva una zecca per battere monete in argento e bronzo per tutto il III secolo a.C.
Tra le monete in mostra vi sono anche quelle donate dai fedeli e ritrovate nei tesoretti custoditi nei diversi Santuari.

Sala III – Il Santuario di Popluna

Uno scavo in località Masseria Sappegna ha portato alla luce i resti di un santuario consacrato alla dea Popluna e numerosi oggetti depositati dai fedeli in segno di devozione. Sulla base dei
materiali, sappiamo che la dea era legata al mondo dell’agricoltura ed era la protettrice della popolazione locale, in particolare dei fanciulli.
L’edificio di culto risale al VI-V secolo a.C.

Sala IV – La Vita nei Villaggi

I corredi provenienti dalle necropoli ci mostrano una società divisa in gruppi familiari, dove la figura più importante partecipava alla vita politica. Tra i vasi portati alla luce,
ci sono esemplari molto preziosi prodotti da artigiani del posto che imitavano quelli greci. I villaggi vengono abbandonati alla fine del IV secolo, quando viene fondata la città principale:
nasce Teanum Sidicinum.

Sala V – La Città

A partire dal IV secolo a.C. la ricchezza si diffonde e i nobili sidicini cominciano a seguire le mode del mondo romano, come segno di grande prestigio. Si comincia a parlare il latino e la città si riempie di edifici pubblici monumentali, come il teatro, l’anfiteatro e le terme. Dai reperti conservati in questa sala si possono notare i grandi cambiamenti di questo popolo.

Sala VI – Teano Felix

Durante l’età imperiale, Teano visse un periodo di grande splendore. Gli storici latini la ricordano come una delle città più potenti della Campania settentrionale (seconda solo
a Capua). Era un importante centro agricolo, che inviò a Roma il grano per sfamare la popolazione della capitale nei periodi di carestia. Allo stesso tempo, Teano costruisce
importanti rapporti commerciali con alcuni paesi del Mediterraneo, come l’Africa.

Sala VII – Il Teatro

Nell’ultima sala sono esposte le statue e altri elementi decorativi del teatro, situato in località detta “le Grotte”. Risale alla fine del II secolo a.C. e, sulla parte superiore delle gradinate si trovava un tempio dedicato ad Apollo. Teatro e tempio formavano un unico complesso, che ricorda da vicino quello di Monte San Nicola a Pietravairano.

Chi sono i Sidicini?

I sidicini abitavano il territorio oggi occupato dalla città di Teano e compreso tra Roccamonfina, Monti Trebulani e Monte Massico. Sono i vicini di casa dei popoli Sanniti, Ausoni, Aurunci e dei Campani (quelli della ben nota Terra Felix). Le fonti storiche parlano dei Sidicini a partire dal VI secolo a.C.
Il Vino Nell’Italia antica, coloro che possiedono un sevizio completo di vasi per bere vino potevano ritenersi persone molto fortunate e di status sociale elevato.
Ciò vale anche per i Sidicini, che erano molto legati alla produzione a al commercio di vino. Dopotutto il terreno vulcanico qui presente è ideale per la coltivazione di alcuni vitigni.
In fondo Teano è a pochi passi dal territorio che ha dato origine al vino Falerno. Alcuni studiosi ipotizzano anche che lo Statano, una delle tre qualità del vino Falerno, venisse prodotto proprio
nel territorio di Teano e da qui, trasportato in tutto il Mediterraneo.
Al pari di Greci e Romani, anche i Sidicini hanno avuto un ruolo molto importante per la storia del territorio campano, soprattutto enogastronomica, e il percorso museale permette di scoprire
facilmente una storia ancora poco conosciuta.