Un eccezionale esempio di lavoro di squadra

L’apicoltura rappresenta per l’Italia un settore di grande importanza, tanto che il nostro risulta tra i primi paesi europei per la produzione di miele. È un comparto che si va ampliando, data la grande richiesta di prodotto e grazie alla diffusione di tecniche agricole sostenibili ed ecologiche e a un ridotto uso dei pesticidi, che sono tra i principali nemici delle api.

La specie che si osserva maggiormente negli allevamenti è la domestica Apis mellifera. Originaria dell’Africa, ha raggiunto la Francia per poi diffondersi in tutta Europa. La colonia presente in un’arnia è composta da un’ape regina, centinaia di fuchi e qualche decina di migliaia di operaie (femmine sterili). È straordinario osservare come ciascuna di esse necessiti dell’aiuto degli altri membri per sopravvivere. Ogni ape, infatti, ha un preciso compito da assolvere. Tra le operaie, ad esempio, vi sono le nutrici (che si prendono cura delle larve), le ancelle (che assistono l’ape regina) e le bottinatrici (che hanno il compito di raccogliere nettare e polline). Ogni ape raggiunge fino a 100 fiori durante ogni volo di ricognizione. Per produrre un chilogrammo di miele si devono visitare almeno 2 milioni di fiori.

La grande organizzazione che contraddistingue il mondo delle api e la loro riconosciuta intelligenza ha lasciato nello stupore molti studiosi, perfino Galileo Galilei le cita in alcuni scritti. Le api sono abili architetti, capaci di costruire un alveare realizzando celle a forma di esagoni perfetti, senza spreco di spazio. All’interno delle celle vengono depositati polline e nettare. Quest’ultimo, maturando, diventa miele che viene utilizzato come scorta di cibo per il periodo invernale. Dell’intera produzione delle api, solo una piccola parte viene prelevata dall’apicoltore.

Miele liquido o cristallizzato?

Appena estratto, il miele ha una consistenza liquida e viscosa. La cristallizzazione, o solidificazione, si verifica quando gli zuccheri cominciano ad aggregarsi, in maniera dipendente dalle temperature e dalla tipologia di nettare da cui deriva. Molto spesso si preferisce il miele liquido a quello cristallizzato solo per una questione estetica. Sappiate però che se lo si lascia qualche ora a una temperatura un po’ più alta ritorna di nuovo allo stato originale. La cristallizzazione è sintomo di un prodotto che non ha subito molti processi di raffinazione ma è il risultato di un semplice fenomeno naturale, che permette di gustare un miele genuino che conserva tutte le sue proprietà.