Comune di Caiazzo (Ce)

La città di Caiazzo è situata ai piedi del Monte Grande, a 200 metri sul livello del mare e distante solo 18 km dal capoluogo di provincia, Caserta.

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Una leggenda narra che prese il nome Caiatia dal suo fondatore, Calato, figlio di Giove, o dalla ninfa Calata, figlia di Tifata, ardentemente amata dal dio Volturno. Questo antichissimo comune si distende su un ampio territorio che comprende una parte collinare, dove si è sviluppato il centro storico, ed un’area pianeggiante occupata dall’abitato moderno.

 

Nel punto più alto della collina si erge il castello, che domina tutto il territorio circostante. Negli ultimi anni Caiazzo è diventata una meta sempre più ambita da chi ama trascorrere un weekend dedicato alla storia, alla buona gastronomia e al trekking.

Percorrendo l’antico centro, tra negozi, bar e botteghe, si scoprono le testimonianze di una storia antichissima, che inizia prima con l’occupazione osca e sannitica, poi romana. Il castello longobardo è una tappa da non perdere; da questa collina si può ammirare un panorama spettacolare: lo sguardo si perde sull’orizzonte a 360 gradi grazie alla favorevole posizione geografica.

La passeggiata nel centro è arricchita dalla visita alla cattedrale di Santa Maria Assunta e dalla visione dei palazzi, realizzati da architetti catalani al tempo del dominio aragonese del XV secolo, dei quali sopravvivono bellissimi portali.

Alle bellezze storiche si affiancano quelle naturalistiche: la varietà dei paesaggi rendono questo comune vivo e suggestivo.
Colline, pianure e riserve naturali permettono ai visitatori di vivere esperienze diverse.

Percorrendo il “Sentiero degli Ulivi” si ammirano uliveti secolari e magnifici scorci paesaggistici e si avrà, inoltre, la possibilità di visitare gli antichi fondi di Selvanova, Monte Grande e la Spinosa.

Durante la dominazione borbonica, re e principi si recavano in queste tenute per i loro divertimenti venatori.

Qui, oggi, sono nate aziende agrituristiche e agricole che, con dedizione e passione, hanno riscoperto e valorizzato la tradizione rurale di questo territorio, dedicandosi principalmente alla coltivazione di uliveti e vigneti, per offrire ai propri ospiti prodotti tipici locali di grande pregio.

Il clima ventilato, fresco d’estate e mite d’inverno, e la qualità del terreno, fertile e argilloso, creano una felice combinazione tale da rendere il paesaggio caiatino luminoso, ridente e rigoglioso.

È su queste colline che viene coltivata la nobile “Oliva Caiazzana” e dove è nato il vino preferito dai Borbone, il Pallagrello, ottenuto da uno dei rari vitigni a bacca sia rossa che bianca.

Questi prodotti, dal gusto unico ed inconfondibile, sono i protagonisti assoluti delle varie manifestazioni che Caiazzo ospita durante tutto l’anno. Le numerose strutture ricettive, collaborando con le diverse associazioni locali, animano le strade con manifestazioni di carattere enogastronomico e culturale.

Il castello di Caiazzo è situato sull’Arce romana e fu realizzato per volontà del secondo conte di Capua, il longobardo Landone Matico. Oggi il castello presenta numerosi ampliamenti, risultato dell’accostamento di più corpi così distinti: residenza nobile, cappella, ambienti di servizio e torre.

L’ambiente fu ristrutturato nell’Ottocento, ma si ebbe cura di conservare l’elemento più antico della cappella, ovvero un pavimento ad intarsio marmoreo posto sull’altare.

Nel castello di Caiazzo hanno soggiornato diversi personaggi famosi, come il poeta Torquato Tasso, l’imperatore Federico II e Pier Della Vigna, menzionato da Dante Alighieri nel XIII Canto dell’Inferno.

Il Monolite della fratellanza tra Caiazzo e Ochtendung

L’idea di gemellare Caiazzo con la cittadina di Ochtendung nacque l’8 maggio 1995, allorquando il sindaco in carica Nicola Sorbo sottolineava come la tragedia del massacro di venti innocenti, dell’ottobre del 1943 avvenuto a Monte Carmignano, al di là delle deludenti decisioni della giustizia, non poteva essere dimenticata.

Tra gli eventi più importanti  da segnalare c’è sicuramente il “Concorso dei Piatti Tipici”, organizzato dalla Pro Loco, una manifestazione che punta alla valorizzazione della cultura enogastronomica del territorio del Medio Volturno, con diversi appuntamenti che prevedono la realizzazione di piatti della tradizione culinaria locale, associati a visite guidate e degustazione di prodotti locali. Un secondo imperdibile appuntamento è la storica “Fiera della Maddalena”, che associa la tradizione popolare a quella storica e religiosa, il tutto rinvigorito dalla presenza degli artigiani e dall’euforia del popolo che canta e balla durante la fiera e festeggia nelle osterie, assaporando tante prelibatezze.

Il “Festival nazionale del varietà Jovinelli”, viene presentato in estate in onore del concittadino Giuseppe Jovinelli, fondatore dell’omonimo Teatro di Roma che, sotto il suo nome, assurse a tempio del “Varietà”.

L’obiettivo del Festival è quello di rendere omaggio ed ospitare i grandi che hanno creato il “Varietà”, e che ancora oggi lo promuovono.

Caiazzo, dunque, si distingue per il suo spirito di accoglienza, per i suoi ritmi sereni, per il rispetto verso la sua storia e la sua terra. Tutto ciò ha fatto sì che fosse sempre di più la città del buon vivere, un territorio di riferimento per le comunità limitrofe, tanto da aver conquistato meritatamente e con impegno il ruolo prestigioso di coordinamento nazionale dell’Associazione CittàSlow, non solo, ma anche di Città dell’Olio, riconoscimento ottenuto negli ultimi anni.

Museo Kere

Il Museo ha sede nel centro antico di Caiazzo, negli ambienti dell’ex parlatorio del Conservatorio di Vergini. Intitolato a Cerere, dea dell’agricoltura, documenta le locali tradizioni contadine e popolari. Il percorso di visita, che si sviluppa su due piani, illustra le attività domestiche, artigianali e il lavoro dei campi.