La primavera è la stagione della rinascita, del risveglio e dei nuovi inizi; gli alberi rinvigoriscono e i prati si tingono di colori vivaci.

È questo il periodo migliore per avventurarsi tra i comuni dei Monti Trebulani e perdersi piacevolmente tra stradine e sentieri di campagna.
Percorrendo le strade nelle vicinanze di Pontelatone e Formicola si rimane affascinati da un paesaggio costellato da distese di ciliegi in fiore.
Milioni di petali dai colori delicati, dal bianco al rosa pallido, rendono il panorama davvero incantevole e accogliente.
Quando si parla di ciliegi dei Monti Trebulani salta subito alla mente la ciliegia Imperiale, una varietà da qualche anno protagonista della manifestazione gastronomica organizzata dalla Pro Loco “Il Caprario”.
Nel tentativo di scoprire qualcosa in più sulla sua storia, ho incrociato la mia strada con quella di esperti conoscitori di questo prodotto.
Andrea Mongillo, giovane referente regionale per CONFEDERDIA (Confederazione Italiana dei Dirigenti e Impiegati dell’Agricoltura), già nel 2012 ha riunito intorno allo stesso tavolo diverse associazioni, per discutere di promozione delle eccellenze territoriali, puntando a mettere in risalto proprio la Ciliegia Imperiale di Formicola.
Mi spiega che questa varietà ha avuto grande fama negli anni ‘70, quando veniva acquistata dalle grandi industrie dolciarie del Nord Italia, in particolare per l’utilizzo nei cioccolatini al liquore, ed ha fortemente contribuito a creare un’importante microeconomia rurale fondata sulla cerasicoltura.
Per approfondire ulteriormente mi incontro con Vincenzo Abbate, perito esperto di ciliegio per conto del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura del CREA (Unità di ricerca per la frutticoltura, con sede a Caserta), che con enorme cortesia e disponibilità, mi mostra il risultato di attente ricerche condotte in un campo sperimentale, realizzato a Formicola nel 2011, dove tutt’oggi studia e conserva le varietà di ciliegio tipiche locali, salvandole dall’estinzione.
E così scopro che nel Monte Maggiore ci sono ben quattro varietà di ciliegie: la Santa Lucia e la Stoppa, più precoci e già pronte tra aprile e maggio; la Cannamela e l’Imperiale, che troviamo tra giugno e inizio luglio.
Quattro varietà, quattro sapori e caratteristiche diverse.
Vincenzo Abbate le conosce bene e mi spiega che le varietà trebulane hanno un gusto particolare.
Le particolari proprietà del terreno e il tipo di clima (siamo a circa 600 metri s.l.m.) permettono a queste varietà di regalarci dei frutti unici, che non avrebbero le stesse caratteristiche se coltivate
ad una quota diversa.
Questo porta un altro vantaggio: non è necessario effettuare particolari interventi chimici.
Quindi queste piante richiedono pochi e sani trattamenti, con ottimi risultati che il nostro esperto sta verificando in prima persona nel suo campo, dove vengono testate tecniche di coltivazioni non intensive, ecocompatibili e senza intervenire con trattamenti a base di fitofarmaci.
Insomma è un campo innovativo, ecologico, al servizio del territorio, meritevole delle dovute attenzioni.
Certo non bisogna trascurare anche l’aspetto più romantico di questi piccoli frutti: la loro storia.
Negli scritti di Plinio il Vecchio, si legge che il ciliegio acido o agriotto (il Prunus Cerasus), veniva coltivato nella regione di Cerasunte, sul Mar Nero, e fu portato in Italia dal console romano Licinio Lucullo nel I a.C.
Ma le varietà coltivate a Formicola da dove provengono?
La tradizione locale vuole che siano stati i Carafa, conti di Pontelatone nel XV secolo, ad aver introdotto qui la cultivar Imperiale.
Vincenzo mi informa che da più di un secolo, gli agricoltori locali hanno coltivato in maniera certosina queste varietà, facendo un’attenta selezione dei ciliegi destinati all’industria e alla consumazione del frutto fresco.
Come mi spiegano Andrea e Vincenzo, in passato la cerasicoltura ha creato un enorme indotto che purtroppo col tempo è andato perso, ma oggi, nuove politiche agricole innovative potrebbero
offrire grandi opportunità ai giovani per inserirsi in un settore produttivo che ha dimostrato di essere un importante polo nella produzione di un prodotto tipico e soprattutto sano.

Curiosità

Le ciliegie hanno infinte proprietà depurative e diuretiche.
Sono ricche di antiossidanti che contrastano i radicali liberi, causa dell’invecchiamento.
Il loro consumo è indicato anche in caso di stress e spossatezza. Per apprezzarle al meglio è bene consumarle fresche, appena svegli e a digiuno.
Non c’è modo migliore per iniziare bene la giornata, magari gustando qualche buon manicaretto come una gustosa crostata con marmellata di ciliegie del Monte Maggiore!