L’alga spirulina: il “superalimento” del Medio Volturno

Parlare dei tropici in una guida turistica dedicata al Medio Volturno può sembrare bizzarro. In fondo si tratta di territori che appartengono a due mondi diversi, distanti tra loro migliaia di chilometri, con storie, tradizioni e costumi completamente differenti. Eppure si può affermare che queste terre così lontane, in realtà, in qualche modo sono molto vicine. Da qualche anno, infatti, c’è un filo “verde” che le unisce; un legame che è possibile indicare con un “nome e cognome” ben precisi: Alga Spirulina, nota negli ambienti scientifici come Arthrospira platensis. La Spirulina è una microalga di colore verde-blu che, come è possibile notare solo al microscopio, ha la curiosa forma di una spirale (da cui il nome).

Grazie ad alcuni scritti risalenti al ‘500, è stato scoperto che probabilmente era conosciuta e consumata anche dai popoli Aztechi, perché ritenuta già allora un’eccellente fonte di energia. Nonostante ciò è stata ignorata per alcuni secoli, fino a quando studi approfonditi, condotti nel corso dell’800, hanno rivelato i grandi benefici di questa particolare alga.

In un piccolo vegetale, grandi benefici

Per le sue proprietà, l’alga Spirulina è un integratore naturale completo; le proteine costituiscono il 65% del suo peso (più della soia) e svolgono una funzione antiossidante… in poche parole prevengono l’invecchiamento e aiutano i tessuti a rimanere sani. La presenza di acidi grassi omega 3 e omega 6 la rendono un perfetto antinfiammatorio e vasodilatatore mentre i sali minerali e le vitamine aiutano a combattere stress e stanchezza e a dare grande energia. Non è un caso se, già nel 1974, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha definito come “il migliore alimento del XIX secolo”. Nel 2008, invece, la FAO l’ha descritto come il “cibo del futuro”, in grado di contrastare il problema della malnutrizione. Inoltre non contiene colesterolo e aiuta a tenere sotto controllo la glicemia, diventando un vero toccasana per chi soffre di diabete.

Un superalimento naturale

Cosa lega questa pianta tropicale al Medio Volturno? La Spirulina è un vegetale, quindi si comporta come tutte le altre piante: cresce in ambienti caldi e soleggiati e utilizza la luce del sole per produrre sostanze nutritive e ossigeno. Proprio nel bosco di Selvapiana, comune di Alvignano, l’alga ha trovato il suo habitat naturale grazie alla presenza di un clima ideale. In questo territorio, inoltre, non ci sono grandi impianti industriali quindi la buona qualità dell’aria e dell’acqua (assorbiti dall’alga) permettono di operare in un contesto salubre, senza il bisogno di ricorrere a eccessive manipolazioni e sprechi energetici in opere di depurazione. L’impianto realizzato ad Alvignano è costituito da una grande serra che ospita lunghe vasche dove proliferano le microalghe. Per ottenere un chilogrammo di proteine di Spirulina serve 1/50 dell’acqua necessaria per ricavare la stessa quantità di proteine animali.

Grazie al processo di produzione adottato dai biologi Antonio Mirto e Onofrio Biasi, che prevede anche il riciclo dell’acqua, abbiamo un tipo di coltura a impatto zero per l’ambiente. Ogni mattina, approfittando della frescura, si procede con la raccolta delle alghe pronte per essere trasferite in laboratorio; dopo aver sottratto l’acqua in eccesso vengono messe a essiccare a circa 40 gradi, temperatura perfetta per conservare intatte tutte le loro proprietà. A questo punto, il prodotto è pronto per essere confezionato.

La spirulina in cucina

La Spirulina trova numerosi usi in cucina, tanto da poter essere utilizzata come ingrediente in diverse ricette, sia sotto forma di polverina che in comodi stick. Questi ultimi possono essere consumati direttamente, come condimento di insalate o immersi in un vasetto di yogurt. La polverina, invece, può essere miscelata con altri ingredienti per preparare pasta, pane e taralli… senza dimenticare i dolci. Dove quest’alga è più conosciuta, sono molto diffusi i frullati a base di mela, banana e spirulina.

Questi sono solo alcuni esempi, infatti, la Spirulina si può abbinare a un’infinità di piatti, sia vegani che a base di carne; tutto dipende dalle preferenze di chi cucina e, ovviamente, di chi li gusta. Come per ogni alimento è sempre importante non eccedere; una dieta bilanciata prevede il consumo di massimo 3 grammi di Spirulina al giorno.

Un ambiente di coltura pulito e una corretta manipolazione sono fondamentali per determinare la bontà del prodotto finale, ecco perché è bene sempre consumare un alimento che sia regolarmente certificato. Antonio, Onofrio e Rita prestano particolare attenzione a questi aspetti; e anche per questo motivo che l’azienda da loro fondata, “Biospira”, ha ottenuto importanti e meritati riconoscimenti oltre a essere inserita tra le “Migliori start-up innovative del 2018”. Una grande vittoria e tanta soddisfazione per due giovani ricercatori che hanno deciso di investire con fiducia in un territorio che, sempre più spesso, sta dimostrando di poter superare ogni aspettativa.