La Festa dei Cornuti a Ruviano: tra Sacro e Profano

La festa di San Martino, in moltissime località, è diventata “la festa dei mariti traditi”, forse perché, nel giorno dedicato al Santo, si svolgevano fiere di bestiame per lo più “munito di corna”. Le fiere e i mercati duravano alcuni giorni, cosicché le mogli che rimanevano a casa avevano la libertà di poter tradire i propri mariti anche con i mezzadri del loro fondo.

I mariti traditi venivano fatti oggetto di scherno e di una vera caccia, sia pur simulata, nella quale essi dovevano interpretare il ruolo del cervo, animale dalle ricche e ramificate corna. È così che “la festa dei cornuti” è entrata nel costume e nelle tradizioni ruvianesi.

Questa leggenda, tramandata di generazione in generazione, è stata riprodotta per la prima volta negli anni Settanta.

Una mattina di un 11 novembre di tanti anni fa, dopo essersi scambiati gli auguri di rito, un gruppetto di amici decise di festeggiare veramente, la sera stessa, riunendosi a casa di uno di loro per una cena a base di carne di montone (rigorosamente cornuto) e tanto, ma proprio tanto vino.
Dopo la cena, piuttosto “alticci”, questi buontemponi decisero di osare di più e, sfidandosi a vicenda, uscirono per le vie del paese di Ruviano con lumini accesi e trofei di corna.

La sorpresa della gente fu enorme, ma quasi subito la diffidenza lasciò il posto ai sorrisi e agli applausi: tutti avevano capito il tono scherzoso, goliardico e per nulla offensivo di quella messinscena. A notte fonda i novelli cornuti si salutarono e si ripromisero di ripetere l’esperienza l’anno successivo.

E così fu!

La fine di quell’anno fu il preludio alla nascita di un’associazione, l’ACR: l’Associazione dei Cornuti Ruvianesi.

Goliardia e Folclore

Cornuto è bello: si sfila in processione, con gioia, speranza e con tanto di stendardo. Santo, monaco, chierichetto, presidente, tutti in costume tipico, accompagnati dalla banda, cantano il caratteristico inno dei cornuti e concludono la processione dando fuoco al fantoccio di pezza, anch’esso munito di grossi aculei.
Nel rispetto di una consolidata tradizione, i goliardici festeggiamenti prevedono alcune fasi salienti che richiamano giornalisti, fotografi e televisioni per documentare la processione degli adepti (con in testa il sindaco, autorità e professionisti, tutti accomunati da vistosissime e ramificate corna sulla fronte), per assistere al rituale propedeutico all’ammissione di nuovi soci, alla processione e, dulcis in fundo, per partecipare a una cena in un noto locale della zona.

Dopo il rituale falò in piazza Grande, la serata prosegue omaggiando la tradizione ruvianese: si offre pasta e fagioli e si degustano prodotti tipici locali innaffiati con l’ottimo vino Pallagrello delle accoglienti colline rajanesi.

Alla processione dei “cornuti” di Ruviano partecipano annualmente migliaia di turisti e persone provenienti non solo dalla Campania, ma da ogni parte d’Italia.

È un appuntamento decisamente originale, all’insegna delle tradizioni di un tempo e del divertimento che contagia in breve tempo tutti i presenti; caratterizzato soprattutto da un lungo e festoso corteo composto anche da intere famiglie che attraversa tra canti e musica, le vie dell’intero paese. Anche quest’anno, nel giorno dedicato a San Martino, protettore della “categoria”, le strade del piccolo borgo casertano si riempiranno di gioia, di corna e di musica, con sfilate dal sapore carnascialesco, quasi carioca, con in testa il presidente del club, con enormi corna da cervo, no al “cornuto municipale”, il sindaco del paesino che ha pensato bene di addobbare le sue corna con il tricolore, onde non confondersi con gli altri gioiosi cerbiatti.

 

Informazioni e Contatti

Pro Loco Raiano