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Casertavecchia | Un borgo diviso tra antichi misteri e affascinanti realtà

La fama di Caserta e del suo territorio è legata soprattutto alla storia dei re Borbone e ai siti reali, divenuti nel tempo le principali attrazioni turistiche del luogo. Pochi sanno che la città abbraccia numerosi rioni e ben 23 frazioni, alcune delle quali sono delle preziose destinazioni che custodiscono importanti tesori naturalistici e storico-artistici che lasciano veramente estasiati. Per questo motivo vogliamo portarvi alla scoperta di ciascuno di questi luoghi.

Alle origini del borgo di Casertavecchia

Per il momento cominciamo da un piccolo e significativo borgo la cui storia è legata a misteriose “presenze” e attraenti testimonianze storiche: Casertavecchia. Delle sue origini si conosce veramente poco se non fosse per uno scritto del monaco benedettino Echemperto, risalente al IX secolo, in cui fa riferimento a un piccolo abitato, situato tra le montagne, denominato Casa Hirta, ossia villaggio di difficile accesso. Con l’arrivo dei Normanni l’aspetto di questo piccolo villaggio collinare è cambiato, cominciando a splendere di bellezza grazie alla costruzione di diversi edifici, come la cattedrale consacrata nel XII secolo al culto di San Michele Arcangelo.

La piazza della cattedrale non è molto lontana dall’ingresso del borgo, dove c’è una piccola terrazza con una piacevole vista sulla pianura campana fino al Vesuvio e la costa con le isole. Da qui sembra tutto così piccolo mentre la frenesia che vivono le grandi città appare lontana; non c’è caos né rumori assordanti, si respira solo un clima di pace e serenità. Una stretta stradina svela il caratteristico impianto medievale, con tipiche case in pietra calcarea e tufo grigio tra i cui tetti si elevano gli alti campanili della chiesa dell’Annunziata e del duomo.

Il castello di Casertavecchia

Come una sentinella attenta a sorvegliare il tutto, c’è il torrione del castello che si innalza sulla sommità del centro abitato. Risalente al IX secolo, con i Normanni il castello diventa una residenza fortificata di cui resta il massiccio “maschio” o Torre dei falchi.

Con le sue imponenti dimensioni, siamo davanti a uno dei torrioni più grandi d’Europa, utilizzato in parte a conservare derrate alimentari (nei piani inferiori) e in parte come residenza signorile (i piani superiori). Con la caduta dei re Borbone, la struttura è stata convertita in cisterna per essere, in tempi più recenti, restaurata e riconosciuta Monumento Comunale. Se, giunti qui, udite all’improvviso degli strani vocii non stupitevi: la torre, infatti, è abitata dal fantasma di Siffridina, consuocera del grande sovrano Federico II di Svevia. Si racconta che fosse così legata a questi luoghi che, quando fu imprigionata a Trani fino alla fine dei suoi giorni, il suo spirito fece ritorno a Casertavecchia per dimorare nelle stanze della torre.

La chiesa dell’Annunziata di Casertavecchia

A pochi passi dal castello, inoltrandovi verso il centro del borgo, si incrocia la chiesa dell’Annunziata, risalente alla prima metà del XVI secolo anche se, oggi, appare quasi completamente ristrutturata. La sua principale funzione è stata, negli anni, prettamente sociale, legata al sostentamento delle famiglie più povere, tant’è che qui venivano a sposarsi le coppie appartenenti alle classi sociali più umili.

Il Duomo di Casertavecchia

Il duomo si affaccia sulla piazza principale; un austero quanto maestoso edificio che conquista il visitatore con i suoi diversi stili e un impianto architettonico che richiama quello dell’abbazia di Montecassino. Superata la soglia di ingresso si fanno ammirare subito le due file di nove massicce colonne che sembrano provenire da edifici molto antichi, forse i templi pagani che un tempo si trovavano nel territorio.

Proprio a queste colonne è legata la leggenda delle fate di Casa Hirta: si narra, infatti, che i boschi tifatini fossero abitati da piccole e magiche creature alate che aiutarono la popolazione del villaggio a costruire la cattedrale; più precisamente trasportarono le colonne, che ammiriamo ancora oggi, in cambio della sola gloria eterna. La cupola del duomo è quella che si nasconde meglio agli occhi dell’osservatore, anche se la sua bellezza è pari a quella delle chiese di Amalfi, di cui riproduce lo stile di ispirazione araba.

La casa delle Bifore

Proseguendo oltre, il borgo regala ancora una piccola chicca… quella che un tempo fu la chiesa di San Pietro venne trasformata, nel XV secolo, in una dimora gentilizia successivamente abbandonata per divenire, negli anni ’70, la residenza di una “fata”; non di quelle magiche, stavolta, ma una in carne e ossa: Ursula Pannwitz, un’artista tedesca che scelse Casertavecchia come luogo del cuore. L’artista ha recuperato l’antica dimora mattone dopo mattone, conservando l’integrità delle particolari finestre da cui deriva il nome “casa delle bifore”.

Gli spiritelli

Proprio alla signora Pannwitz sono legati i curiosi e simpatici simboli del borgo: gli spiritelli, dei simpatici vasetti in terracotta caratterizzati da divertenti faccine, che hanno lanciato la tradizione della produzione ceramica da parte di alcuni artigiani. Ognuno di questi vasetti nasconde un bigliettino con su scritto un desiderio destinato ad avverarsi al momento della rottura.

Sapori locali

Potrebbe mai concludersi qui la passeggiata? Certamente no! Dopo aver raggiunto il secondo affaccio panoramico, nella parte bassa del borgo, si può approfittare di una sosta in uno dei tanti ristoranti per assaporare una succulenta tipicità della tradizione locale: la pasta al sugo di cinghiale, uno straordinario piatto che racchiude i sapori genuini di una volta.

Solo dopo aver ammirato le sue bellezze e gustato le sue eccellenze si può considerare terminata la visita a Casertavecchia, un luogo che lascia negli occhi la bellezza e nell’animo l’emozione di una passeggiata tra magiche e affascinanti storie. Casertavecchia, nel mese di settembre, fa da scenografia agli spettacoli di fine estate del famoso festival “Settembre al Borgo” che vede in programma concerti, visite guidate e incontri culturali con artisti di fama internazionale.

Per info

www.casertavecchia.net
casertavecchia.net

 

 

Casertavecchia | A village divided between ancient mysteries and a fascinating reality

The village of Casertavecchia is a center whose history is linked to mysterious “presences” and attractive historical testimonies. Originally it was a small village protected by the mountains, dating back to the 9th century. With the Normans, in the 11th century, it was enriched with important buildings, including the cathedral. The main square is not far from the entrance to the village, where there is a panoramic terrace that overlooks the Campania plain to the coast with the islands. Of the Norman castle remains an imposing tower among the largest in Europe.

According to legend, it is haunted by the ghost of Siffridina, a co-mother-in-law of Emperor Frederick II of Swabia. A few steps away is the church of the Annunziata, from the 16th century, once frequented by the poorest families, so much so that couples belonging to the humblest social classes came to get married here. A few steps away is the cathedral, whose features are reminiscent of the abbey of Montecassino while the dome recalls the Byzantine style of that of Amalfi. According to a legend, small winged creatures helped the inhabitants of the village to transport the columns that can still be admired today inside the building.

Continuing further, the village still offers a small gem: the residence of a fairy, not magical but in flesh and blood. It is Ursula Pannwitz, a German artist who was responsible for the restoration of an ancient residence known today as the Casa delle Bifore (with particular windows). Also linked to her is the idea of creating spirits, nice terracotta jars characterized by funny faces, which launched the tradition of ceramic production by some artisans. Walking through the narrow streets and alleys, you can take advantage of a stop to taste some typical local dishes, in particular based on wild boar meat.

Only at this point can the visit to Casertavecchia be concluded, a place that leaves the beauty in the eyes and the emotion of a walk through magical and fascinating stories in the soul. Casertavecchia hosts the famous “Settembre al Borgo” festival every year, which includes concerts, guided tours and cultural meetings with internationally renowned artists.