Una passeggiata nel centro antico

Il modo migliore per apprezzare lo spirito di un luogo è senza dubbio “perdersi” in esso e conoscere gli angoli più nascosti, quelli che spesso sfuggono allo sguardo del visitatore più frettoloso. Approfittando di un po’ di tempo libero, di una bella mattinata (meglio se fresca e soleggiata) e indossate un paio di scarpe comode si può partire alla scoperta dei vicoli di Caiazzo.

Dall’età antica al Medioevo, il centro caiatino ci ha lasciato un meraviglioso scrigno di tesori sparsi in un insieme di strade, vicoli e viuzze che formano un divertente labirinto urbano nel quale inoltrarsi senza fretta. Lasciata l’auto nel comodo parcheggio di Rione Garibaldi, ci si incammina lungo il corso principale, via Cattabeni, una strada piena di negozi e molto animata dal continuo via vai di persone e mezzi, per raggiungere, in pochi passi, piazza Porta Vetere.

Superata la piccola loggetta del belvedere, dove si trova il monumento dedicato ai caduti, ha inizio la strada principale del centro antico di Caiazzo: via Aulo Attilio Caiatino. La strada ricalca il decumano della città romana, l’asse principale che attraversava Caiatia in direzione est-ovest. Lungo questa via, ancora oggi, sono presenti molte iscrizioni che ricordano la costruzione di importanti edifici finanziati da personaggi illustri.
Si procede senza fretta e si imbocca il decumano, da dove partono numerose stradine e vicoli che si incrociano tra loro. Si può scegliere di proseguire la passeggiata in uno di questi e, camminando tra scale in pietra in alcuni tratti coperti, si scoprono scorci interessanti sia per il fascino del percorso sia per l’inaspettata presenza di significativi edifici, come la Chiesa di Sant’Apollonia, situata in un angolo quasi nascosto proprio all’imbocco della Salita Francesco Manselli.

Non molto distante c’è Palazzo Santoro, dimora nobiliare del XIV secolo, oggetto di restauri e ristrutturazioni che gli hanno donato l’attuale aspetto settecentesco. Proseguendo si incrocia Vicolo San Giovanni Battista, una scalinata in pietra stretta tra due palazzi, che invita a scendere tra i vicoli, nel cuore del quartiere dove si possono ammirare i palazzi durazzesco-catalani che conservano ancora inalterate le loro caratteristiche facciate del XIV-XV secolo.
Pochi metri e si arriva a Palazzo Mazziotti, monumentale edificio del XV secolo che, in un’iscrizione posta nel cortile, ricorda il vescovo Mirto Frangipane, autorevole caiatino che nel 1492 ottenne tale carica dal re Ferdinando I d’Aragona. Il palazzo ospita la biblioteca civica e il Museo Kere, museo della civiltà e della tradizione contadina. Negli spazi del vecchio giardino, annesso al palazzo, c’è un’area archeologica dove sono presenti resti di edifici di epoca romana e medioevale.

Risalendo via Umberto I si ritorna verso il decumano e si incrocia Piazza Santo Stefano Menicillo che, al tempo dell’occupazione romana, era il foro di Marco Gavio. Tutt’intorno si trovavano gli edifici pubblici, probabilmente anche un tempio sul quale oggi sorge l’imponente Cattedrale di Santo Stefano. Accanto alla Cattedrale di Caiazzo si può ammirare il Seminario cinquecentesco e il palazzo Vescovile, sede dell’Archivio Storico Digitale Diocesano che conserva pergamene e testi risalenti all’anno Mille.

A pochi metri, la Cappella Egizi o di Sant’Agnese, menzionata in un documento del 1600, è la testimonianza di un esponente di nobile famiglia che fece ritorno dalla prima Crociata con le insegne di un egizio ucciso, che da allora utilizzò come stemma. Si riprende il cammino. Il corso si “srotola” verso il punto più alto del centro antico, dominato dal castello sorto sull’acropoli osco-sannita. Lungo questo tratto si incontrano la chiesa dell’Annunziata e quella dell’Immacolata Concezione risalente al Seicento, seguita dalla Cappella della Confraternita del Santissimo Rosario annessa alla Chiesa di San Nicola De Figulis. Dall’altro lato, verso ovest, si percorre il decumano per ritornare a Porta Vetere.

La passeggiata diventa sempre più stimolante! Si prosegue ormai trascinati dalla curiosità di scoprire cosa si nasconde in queste stradine, come il Palazzo Savastano, un edificio seicentesco che presenta una bellissima facciata in stile tardobarocco, decorata con busti che raffigurano simbolicamente i giorni della settimana. Poco più avanti, in una piccola piazzetta, si trova il Municipio, che occupa le stanze del convento francescano. Secondo la tradizione, il complesso fu donato dal vescovo Almundi allo stesso San Francesco quando venne in visita a Caiazzo. Nonostante il lungo percorso, la visita ancora non è ancora finita!

Sarebbe opportuno fare una breve sosta e rifocillarsi un po’ all’ombra dei grandi pini di Porta Vetere per poi spostarsi verso il quartiere Porta Pace e proseguire alla volta di Portanzia. Qui si intrecciano e si susseguono scorci e vicoli affascinanti e misteriosi. Si ha veramente l’impressione di essere in un labirinto. «Quanti piccoli comuni possono vantare di aver ospitato uomini illustri?» La domanda sorge spontanea mentre si legge la targa che informa il visitatore di essere giunto presso il palazzo che ospitò, nel XIII secolo, Pier delle Vigne; funzionario del re Federico II, reso tristemente famoso da Dante che lo ricorda nel XIII Canto dell’Inferno.

Un ultimo sforzo porta verso Largo Fossi, percorrendo via Messeri o via San Francesco, un ampio piazzale dove si può ammirare uno degli esempi più belli di mura in opera poligonale in Campania (risalente al IV secolo a.C.) e un panorama che si apre verso la piana del Volturno e la catena dei monti Tifatini. Questa intensa passeggiata di certo non può raccontare completamente tutte le bellezze caiatine ma regala l’opportunità di visitare un importante centro dell’Alto casertano dove il fascino della storia si accompagna egregiamente a profumi e sapori tipici veramente eccezionali.

Oltre che per la storia, Caiazzo è famosa anche per l‘enogastronomia, ricca com’è di agriturismi, aziende agricole e ristoranti molto attenti nella ricerca e nella trasformazione di eccellenze locali, per portare sulle tavole piatti di altissima qualità e genuinità. Questi stessi prodotti, inoltre, vengono interpretati in maniera originale e sapiente da veri maestri della pizza che hanno fatto dell’offerta caiatina una delle più qualificate e riconosciute anche a livello internazionale.