Puoi trovare questo contenuto nella Guida Turistica del Medio Volturno edizione 2016,alle pagine 58 - 63

“Prendete un’oliva nera e inseritela nel capo, così rammenterò dove presi questo cacio”

Re-Nasone

Si racconta che, un giorno, Re Ferdinando I di Borbone, detto anche Re Lazzarone e Re Nasone, durante una sua visita nel Medio Volturno abbia assaggiato un caciocavallo e, trovandolo particolarmente gustoso, ne ordinò la produzione di più di mille, chiedendo inoltre che fosse inserita nella testa dello stesso un’oliva Caiazzana. Da qui il nome Caciocavallo del Re, che si distingue dagli altri per il suo inconfondibile sapore e per la presenza, nella testa, di un’oliva schiacciata Caiazzana. Un prodotto “Regale” non solo per il suo nome, legato alla scoperta da parte del Sovrano, ma soprattutto in virtù del suo impareggiabile gusto e del suo inimitabile sapore, che lo pongono indiscutibilmente tra le migliori eccellenze agroalimentari della “Olim Terra Felix”.

Il Caciocavallo del Re è un formaggio a pasta filata che viene prodotto esclusivamente da caseifici aziendali dell’Alto Casertano. La prima regola è che il latte vaccino utilizzato provenga dal proprio allevamento e successivamente controllato dal Comitato tecnico-scientifico di Garanzia. Un progetto, voluto dall’Associazione Patto per l’Alto Casertano, in collaborazione con il Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che vuole lanciare questo prodotto di nicchia che racchiude in sé storia, qualità e tradizioni.

Questo squisito prodotto, può essere gustato fresco (anche di pochi giorni), accompagnandolo con un ottimo vino Pallagrello bianco; oppure stagionato medio (6 mesi) e stagionato lungo (12 mesi) o affumicato. In questo caso, si suggerisce l’accostamento con un aromatico miele di castagno e i profumati vini Pallagrello rosso o Casavecchia.

Il Caciocavallo del Re, identificato sempre dal suo inconfondibile bollino di tutela, è candidato ad essere il prodotto di riferimento di un territorio incontaminato, quale l’Alto Casertano, la cui vocazione agricola è manifestata ancora attraverso il rispetto della terra e dei prodotti che la stessa offre; un prodotto eccellente, in totale equilibrio con l’ambiente, il sistema di allevamento e di produzione artigianale.

Al fine di tutelare la biodiversità alimentare dell’Alto Casertano, recentemente l’Associazione Saperi e Sapori della Campania ha dato vita al progetto “I Fantastici 4”: Caciocavallo del Re, Olive schiacciate Caiazzane, la Salsiccia di Casa Perol e l’inconfondibile Tartufo del Matese, tutti insieme per annunciare un 2016 all’insegna dei sapori, ricchi e ricercati, in grado di coniugare alla perfezione tradizioni e tipicità locali. Ad oggi hanno aderito alla filiera garantita dall’Associazione Patto per l’Alto Casertano sei tra i migliori caseifici aziendali del territorio, ma presto, confidano i membri dell’associazione, nuovi ingressi “aumenteranno la famiglia”.

Si singraziano, per la preziosa collaborazione, il dott. Marco Negri per l’Associazione Patto per l’Alto Casertano e il Caseificio “La Teresina”

 

 

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