Le origini del lupino sono molto antiche e lontane.
È un legume che proviene dal Vicino Oriente e si è poi diffuso in tutti i paesi del Mediterraneo, dove la sua coltivazione si è sviluppata fino ai nostri giorni.

Oggi ne esistono tante varietà, una sola però presenta un aspetto alquanto singolare e caratteristico: è il Lupinone o Lupino Gigante.
Osservandolo è facile intuire il perché di questo nome: per la sua forma tondeggiante e per la misura che supera 1,5 centimetri di diametro.
È conosciuto anche col nome di Gigante di Vairano, perché viene coltivato in un territorio ben circoscritto, compreso tra i comuni di Vairano Patenora, Tora e Piccilli, Pietravairano,
Caianello e Teano.
È sicuramente tra i legumi più interessanti e meno conosciuti nel panorama agroalimentare italiano.
Nel corso della sua storia millenariaè sempre stato considerato il cibo dei viaggiatori o dei poveri.
Ancora oggi sulle nostre tavole non è molto diffuso; il più delle volte viene utilizzato come semplice stuzzichino oppure negli aperitivi.
Eppure nuovi studi, compiuti da esperti del settore, lo hanno reso protagonista di una grande riscoperta.
Questo legume ha così tante proprietà e benefici da accontentare proprio tutti: è conosciuto anche col nome di “carne dei vegetariani”, perché ricco di proteine, oltre che di fibre, vitamine, minerali e carboidrati.
Di recente, si è cominciato a lavorare il lupino per ricavarne un tipo di farina utilizzata per preparare pasta, pane e biscotti… con una nota in più: essendo il lupino privo di glutine (come tutti i legumi), tutto ciò che si può ottenere dalla sua lavorazione può essere inserito anche nella dieta dei celiaci.
Grazie all’alto contenuto di acidi grassi omega-3 aiuta a diminuire i livelli di colesterolo cattivo e a prevenire i radicali liberi: ciò significa combattere l’invecchiamento cellulare.
Infine, favorisce il senso di sazietà, per la felicità anche di chi è a dieta.
Ma le sorprese non finiscono qui. Sapevate che… “Il nome di lupino, quasi piccolo lupo […] si fa derivare dalla sua proprietà di far perire tutte le erbe inutili, privandole di aria e di luce col suo folto fogliame”.
Così, nel 1870, il Vocabolario Metodico Italiano dedicato all’agricoltura definiva il lupino una pianta che ha nel nome il suo destino.
Questa raggiunge un’altezza di un metro e mezzo circa ed è nota la sua capacità di “ingrassare” il terreno. Infatti, restituisce al suolo più sostanze di quante ne assorba e riduce la crescita di piante infestanti; inoltre, la sua linfa contiene sostanze che allontanano diverse tipologie di insetti dannosi.
Negli ultimi decenni la coltivazione del lupino è stata mano a mano sostituita da colture ritenute più redditizie.
Questa tendenza, fortunatamente, si è diffusa in maniera molto limitata nel territorio di Vairano, nonostante le mille difficoltà che si incontrano quotidianamente nel settore agricolo.
Qui infatti, diversi produttori, affiancati da Slow Food Campania e Fondazione Slow Food per la Biodiversità, hanno partecipato al progetto “Presidio della Biodiversità dell’Alto Casertano” con l’obiettivo di tutelare e valorizzare i prodotti tradizionali locali, tra cui il Lupino Gigante, riconosciuto anche quale presidio Slow Food.
Ora che conoscete tutti i benefici che questo pregiato seme regala, provate solo a immaginare in quanti modi potreste utilizzarlo in cucina… non parliamo solo di piccoli snack e aperitivi, ma molto di più.
Avete mai pensato di utilizzare il lupino per preparare primi e secondi piatti? Basta solo un pizzico di fantasia! Provate a riscoprire questa eccellenza del territorio del Medio Volturno, consumandola più spesso.

Ricetta Polpette di Lupini

(La ricetta è stata selezionata tra quelle presenti sul sito lorenzovinci.it)

Ingredienti

400 gr di pane raffermo
250 gr di latte
3 cipollotti
2-3 cucchiai di parmigiano grattugiato
3 uova
3 funghi porcini
250 gr di lupini in salamoia

Procedimento

Fate ammorbidire il pane tagliato a pezzetti in una ciotola con del latte tiepido; nel frattempo, pulite e tritate i cipollotti.
Tritate finemente i funghi. Riducete i lupini in purea con il frullatore.
Strizzate il pane e aggiungete le uova, i cipollotti tritati, il parmigiano, i funghi, la purea di lupini, sale e pepe.
Spolverizzate con il pan grattato e impastate il tutto. Formate delle palline e fatele friggere nell’olio a 180° per qualche minuto.
A cottura conclusa, appoggiate le polpette su carta assorbente per asciugare l’olio e servite.
Buon Appetito!