Puoi trovare questo contenuto nella Guida Turistica del Medio Volturno edizione 2016,alle pagine 46 - 49

Il Pallagrello

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Quello che ci accingiamo a presentarvi, per il Medio Volturno, è un derby molto singolare, fatto di colori, sapori e profumi. E’ chiaro che non stiamo parlando di squadre e partite di calcio, ma di una eccellenza locale, un prodotto rinomato dalle qualità riconosciute anche dai meno esperti; famoso per essere il vino preferito alla corte del Regno di Napoli. Il derby è tra le due pregiate varietà di Pallagrello: Bianco e Nero, prodotto da uno dei rari vitigni a bacca sia bianca che rossa. Il nome deriva dal dialetto pagliarello, che era il graticcio di paglia dove si usava mettere ad appassire l’uva, oppure da pallarell, per la forma perfettamente sferica degli acini.

pallagrello6Le prime notizie sul Pallagrello risalgono al ‘700, quando era conosciuto anche col nome di Piedimonte Bianco e Piedimonte Rosso, poiché veniva coltivato nel territorio alifano e caiatino. Un documento del 1826 attesta la presenza del Piedimonte Bianco e Rosso nella Vigna del Ventaglio, così chiamata per la disposizione dei filari impiantati per volontà di Ferdinando IV di Borbone, nel real sito di San Leucio. Il re amava così tanto questa varietà di vino, soprattutto il bianco, che impedì a chiunque di attraversare il suo vigneto situato in località Monticello, a Piedimonte Matese.

 

L’ondata di filossera che si diffuse agli inizi del ’900 decimò numerosi vigneti, tanto che per molto tempo si è preferito coltivare varietà diverse di uva, più robuste e resistenti. Fortunatamente, recenti studi condotti dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, insieme alla scommessa di numerosi imprenditori locali, che da anni operano nel settore della viticoltura, hanno permesso la ripresa e la diffusione della cultivar Pallagrello.

La produzione di Pallagrello, oggi, è circoscritta all’area dei comuni delle colline caiatine, dei monti Trebulani e della valle alifana, dove il terreno argilloso si presta bene alla coltivazione di un vitigno delicato e molto vigoroso. Ne deriva un frutto dalle qualità fortemente spiccate, che conferiscono al vino, sia bianco che nero, proprietà organolettiche particolari, legate alle caratteristiche pedologiche e climatiche del territorio in cui viene prodotto.

Il Pallagrello Bianco ha un gradevolissimo profumo e un gusto equilibrato con un lungo finale di albicocca. Bello anche alla vista… dal colore giallo chiaro, brillante, con sfumature dorate. Il suo bouquet di aromi si apprezza maggiormente se gustato alla temperatura di 12 gradi. Per queste sue note, è un eccellente aperitivo che accompagna egregiamente tutti i tipi di antipasto e anche piatti a base di formaggi o pesce.

Il Pallagrello Rosso è invece un vino potente e ben strutturato. Ha un aroma profondo, che sfuma verso una scia speziata di more e mirtilli, e un profumo intenso, che rimanda al sentore di frutti di bosco, pepe e cioccolato. Il colore è limpido e varia dal rubino carico al rosso porpora. Morbido e vellutato al palato, il Pallagrello Rosso dà il meglio di sé gustato alla temperatura di 18 gradi. Si abbina molto bene a piatti complessi e ricchi di sapore, come i secondi di carne o piatti di formaggi semi-stagionati. Più di altri vini, si presta meglio all’invecchiamento.

La bontà di questo “nettare” è nota da secoli!

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In un Dizionario Geografico del 1761, facendo riferimento al vigneto di Piedimonte Matese, Laurence Echard scrive: “I vini di questa contrada sono eccellenti così bianchi come rossi, e sono de’ migliori del Regno così per loro qualità… Vanno sotto il nome di Pallarelli, e sono stimatissimi ne’ pranzi”. Tanto sono stimati questi vini che non risulta facile preferire un bianco fresco e fruttato ad un calice di rosso deciso e aromatico.

 

E’ VERAMENTE DIFFICILE SCEGLIERE!

Il derby, per questa volta, termina con un meritato pareggio, senza dispiacere di alcuno… ma per il piacere di tutti i palati. Numerose aziende locali, che hanno riconosciuto l’alto pregio di questo vino, con grande lungimiranza e volontà, hanno dedicato molte risorse alla realizzazione e alla coltivazione di vigneti per la produzione di vino Pallagrello e alla nascita di cantine che riscuotono un grande successo, anche internazionale, e garantiscono al consumatore un prodotto autoctono di alta qualità e dal sapore inconfondibile.

Grazie a questo grande impegno, dal 2011, la coltivazione di questo pregiato vitigno è regolata dal disciplinare di produzione ad Indicazione Geografica Tipica “Terre del Volturno”, divenendo così un’importante risorsa locale, riconosciuta anche dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali.

Il nostro invito a “provare” il nettare del Medio Volturno è rivolto a tutti; perché crediamo che degustare un buon vino sia sempre una grande emozione, meglio ancora se condiviso con chi si ama.

 

Puoi trovare questo contenuto nella Guida Turistica del Medio Volturno edizione 2016,alle pagine 46 - 49