Messaggio Editoriale 2015

gianfrancesco d'andreaAndar per vigne e frantoi… ma non solo!

di Gianfrancesco D’Andrea

 

 

 

L’editoria campana, da questa stagione, avrà una novità in più.

Al taglio del nastro, infatti, c’è la Guida Turistica del Medio Volturno, iniziativa editoriale che, sulla scia del successo ottenuto dalla Guida Turistica del Matese, mira ad approfondire e a far conoscere quelle che sono le tipicità agroalimentari di una fra le zone più belle e incontaminate della provincia di Terra di Lavoro, ossia il Medio Volturno, la cosiddetta “media valle”, una singolare terra di mezzo fra la catena dei Monti del Matese e quella del Monte Maggiore, che si spinge nel Telesino per poi curvare verso Castel Campagnano, Piana di Monte Verna, Triflisco raggiungendo Capua.

Una pianura tra le più fertili, dove non mancano testimonianze storico-archeologiche ed altre significative emergenze artistiche legate, in particolar modo, alla presenza romana.

La Media Valle del Volturno, con i suoi piccoli borghi, i poderi, le antiche masserie, custodisce segreti e sapori del buon vivere. Unisce alla scoperta storico-archeologica il piacere della buona tavola, ricca di tradizione e di autentica fragranza nei sapori.

Una terra felix che rappresenta davvero la culla del comparto ortofruttifero (celebre la tradizione ancora oggi portata avanti nelle cosiddette cannavine alifane) ma al tempo stesso offre una vasta gamma di sapori e di eccellenze soprattutto nel settore caseario, in quello vitivinicolo e olivicolo. La generosa valle del Medio Volturno è, dunque, terra prodiga di gustosi ortaggi, di frutta saporita, di formaggi davvero prelibati, con punte di eccellenza nella produzione olivicola delle colline caiatine e in quella vitivinicola del Monte Maggiore e dei verdi colli di Castel Campagnano, superbo esempio di connubio tra paesaggio e agricoltura, ruralità e vestigia storico-artistiche.

Presentare velocemente una carrellata delle tipicità agroalimentari di questa terra felice non farebbe onore al territorio, andrebbe contro la filosofia “slow” della rivista che presentiamo e, soprattutto, farebbe un torto al lettore, al quale, invece, consigliamo vivamente di soffermarsi sugli itinerari proposti in queste pagine con curiosità, tranquillità e dedizione.

Fra le stradine sterrate di pianura o i sentieri collinari del Monte Maggiore che affacciano sulla valle del Medio Volturno, si avrà davvero la sensazione di trovarsi in un’oasi senza tempo, ferma all’antico piacere dello stare insieme, in un’aia a raccontare storie di vita rurale, oppure sotto poderosi ciliegi, in floridi vigneti, in silenziosi uliveti, o nelle fresche cantine che custodiscono formaggi d’altri tempi e vini pregiati.

Così scoprirete il sapore inconfondibile della cipolla alifana, il profumo senza eguali dell’olio caiatino e, addentrandovi fra i comuni della fascia collinare, scoprirete le dolci tinte del vino Pallagrello e del celebre Casavecchia, a sua volta non molto distante dall’area del Falernum, che i Romani custodivano in anfore di terracotta.
Lasciatevi guidare dall’impareggiabile formaggio conciato o dal sapore unico della ciliegia di Pontelatone e di Formicola, passando attraverso il profumo del pane e dei prodotti cotti nei forni a legna dei “bei tempi andati”.
Itinerari del gusto che fiancheggiano la valle, si addentrano lungo docili tratturi, ridiscendono dalle colline sul “verde mare” della fertile pianura, seguendo il Volturno, un piccolo Nilo che con i suoi tornanti, da secoli e secoli, accarezza le anse, rassicura gli abitanti della Valle, accompagna in un placido e felice viaggio alla scoperta del bello e del buono.