Valogno | Alla scoperta del Borgo d’arte

Nella provincia di Caserta ci sono numerosi borghi che meritano di essere visitati; caratteristici e accoglienti centri dove sono ancora vive le grandi tradizioni del passato e gli amanti della natura, dell’arte e della storia riescono a dare soddisfazione alle proprie passioni e interessi.

Uno di questi è il borgo di Valogno, una delle numerose frazioni del comune di Sessa Aurunca, inserito nell’area protetta del Parco regionale di Roccamonfina – Foce Garigliano. In questo piccolo centro, abitato da meno di cento persone, le attività commerciali si contano sulle dita di una mano; sembra quasi uscito da un racconto fantastico e, a dire il vero, questa sensazione si rafforza ancora di più quando si incontra il volto simpatico e amichevole di Giovanni Casale.
Lo si può vedere affaccendato nella sua bottega o seduto su una panchina, con il suo completo elegante e la barba ben raccolta. Sembra un personaggio uscito da una fiaba, invece è reale. A lui, alla moglie Dora e ai figli Francesca, Valerio e Pasquale si deve la nascita del progetto che ha trasformato Valogno in un borgo d’arte, salvandolo dal rischio di spopolamento e abbandono.

Un difficile periodo che ha colpito questa bella famiglia, l’ha portata a lasciare la provincia romana per ritornare in terra aurunca, nel paese di origine, nel quale ha tramutato il grigiore delle case, per la maggior parte disabitate, in un tripudio fantasioso di immagini e colori. Dora e Giovanni, circa dieci anni fa, hanno fondato un’associazione e preso contatti con artisti locali e nazionali per dare vita al progetto “I Colori del Grigio“, un’iniziativa che ha ridato vita alle facciate delle case con la realizzazione, finora, di oltre 40 opere tra murales e allestimenti d’arte.

All’ingresso del borgo si viene accolti dalla chiesa principale, dedicata a San Michele, e dallo sguardo intenso dell’artista messicana Frida Kahlo impressa sulla parete di una bottega tutta particolare, un piccolo museo ed emporio dove si trovano gadget e piccole riproduzioni delle opere che si scoprono lungo le strade di Valogno. È qui che Dora e Giovanni ricevono i visitatori, condividendo con loro la bellissima esperienza che ha portato il centro a essere ciò che è oggi. Dalla loro bottega ha inizio la visita di Valogno Borgo d’Arte.

Passeggiando tra stradine e case, da un lato ci si riscopre bambini conquistati dalla bellezza dei fantastici racconti dipinti sui muri; dall’altro si percepisce il senso profondo della vita, di un’esistenza che ritorna alla natura e viene esaltata dai sentimenti.
Il borgo è, a tutti gli effetti, una galleria d’arte a cielo aperto. È come sfogliare un enorme libro di fiabe. Davanti agli occhi compaiono profili di folletti, fate e favolosi vascelli; storie di briganti e del Risorgimento; immagini ispirate alla natura e al paesaggio o che rappresentano, in maniera profonda e toccante, i grandi temi della vita trasformati in linee e colori, come la raffigurazione delle varie fasi dell’amore.

I fortunati abitanti di Valogno sono abituati a vedere volti nuovi che gironzolano tra i vicoli e, con molta simpatia e cordialità, guidano i visitatori alla scoperta di scorci e dipinti intrattenendosi anche qualche minuto a raccontarne il significato e la storia. Una dolce melodia porta all’interno di un atrio dove si trova un bellissimo pianoforte e un tavolo con sedie tra numerosi oggetti retrò. La targhetta all’ingresso definisce questo allestimento “Pensatoio”; in effetti sembra di rimanere sospesi nel tempo attratti dall’intera composizione e circondati da un bosco incantato dipinto sulle pareti. Nei vicoli, invece, si rimane conquistati dall’arte dei fumetti e dai personaggi di cartoni animati e poi, a seguire, le opere rimandano all’essenza dell’esistenza e alla natura, con i murales “L’Albero della Vita” e “La Vendemmia“.

Valogno è la dimostrazione di come l’arte può cambiare il corso di una piccola e sconosciuta realtà, portandola alla ribalta sullo scenario turistico e “colorando” anche l’animo di chi lo vive.
I colori hanno portato gli abitanti a essere un po’ custodi di questo prezioso angolo di territorio, e lo dimostra il fatto che molti di loro fanno a gara per tenere puliti i muri e le strade, mettendo a disposizione nuovi spazi per la creazione di opere d’arte… un’arte che è delizia per gli occhi e balsamo per l’anima. Se ancora non l’avete fatto, vi suggeriamo di vivere l’esperienza di una visita in questo “museo a cielo aperto” del tutto particolare. Dora e Giovanni vi aspettano per raccontarvi la storia di una rinascita.