Un’occasione di rilancio per tutte le mete meno conosciute

di Letizia De Crosta

Da qualche anno i dati ufficiali dell’Organizzazione Mondiale del Turismo (United Nations World Tourism Organization) rilevano un cambiamento delle abitudini dei turisti e dei visitatori legate all’utilizzo del proprio tempo libero. Già vent’anni fa, nella Conferenza Mondiale sul Turismo Sostenibile, si faceva riferimento ai mutamenti che <<hanno caratterizzato l’evoluzione storica del turismo, in parallelo con le profonde trasformazioni delle nostre società, che si stanno progressivamente avvicinando a nuove categorie di valori, quali l’ambiente naturale e la cultura, considerati ormai patrimonio comune dell’umanità e permeati dai concetti condivisi di diritti umani e qualità della vita>> (Carta di Lanzarote, Canarie, 24-29 aprile 1995).

In molte regioni italiane, da anni, si stanno già vivendo questi cambiamenti, tant’è che le offerte turistiche sono state arricchite e diversificate proprio per andare incontro alle esigenze dei visitatori. Sempre più persone sono attratte da proposte enogastronomiche legate a piccole realtà familiari, capaci di raccontare la storia che c’è dietro ogni prodotto; molte altre preferiscono muoversi a piedi o anche in bici per scoprire e ammirare i territori da un’altra prospettiva

Considerando questa tendenza, risulta molto stimolante l’annuncio dato dall’ex ministro dei beni culturali Dario Franceschini di proclamare il 2019 “Anno nazionale del Turismo Lento” (dopo l’anno dei Cammini, quello dei Borghi e quello del Cibo Italiano). È facilmente intuibile quale grande occasione sia questa per le destinazioni di visita meno note e, nel nostro caso, per i comuni del Medio Volturno, che rivestono tutti i requisiti per candidarsi quali mete di pregio del Turismo Lento.

Questo vasto territorio, dominato dal verde della natura e abbracciato dal fiume Volturno, presenta dolci colline coltivate a vigneti e uliveti che si alternano a piccoli borghi nei quali ancora vivono, fortemente radicate, abitudini e tradizioni secolari.

Sono luoghi che non conoscono uno sviluppo turistico fatto di grandi numeri ma, al contrario, presentano le caratteristiche ideali per un turismo sostenibile, diverso, in altre parole Slow.

Per questi comuni è giunto finalmente il momento di agire, prendere coscienza del grande potenziale inespresso che questa meravigliosa terra possiede e cominciare a valorizzare in maniera più incisiva i propri siti e le aree di interesse culturale, naturalistico e sportivo, per permettere al visitatore di vivere un’esperienza diversa, lasciando un valido motivo per tornare ancora e fargli scoprire, ogni volta, qualcosa di nuovo.

È fondamentale ribadire, tuttavia, che i tesori paesaggistici, naturalistici e archeologici non bastano a trasformare un territorio in un attrattore turistico, ma bisogna considerare i luoghi come “sistemi integrati” dove si mettono in gioco figure diverse: i singoli abitanti, le associazioni e le strutture che forniscono ai visitatori servizi diretti e indiretti.

Le parole chiave sono: genuinità, ecologia e accoglienza. Proprio quest’ultima mette in evidenza le responsabilità che hanno gli abitanti nel contribuire a tenere ordinati e abbelliti vicoli e quartieri. Le amministrazioni pubbliche hanno il dovere di garantire una buona qualità dei servizi turistici primari, dalla pulizia delle strade all’istallazione di un’adeguata segnaletica, e permettere la corretta fruizione dei siti visitabili. L’ospitalità interessa anche coloro che operano in prima linea nel settore della ricezione (commercianti, albergatori, ristoratori e associazioni) che hanno il “dovere” di far sentire il visitatore ben accolto, instaurare empatia e far riscoprire l’autenticità dei rapporti umani allo scopo di rendere più soddisfacente la sua permanenza.

La nostre aree interne dovranno partire proprio da questi pochi e semplici gesti, che coinvolgono direttamente tutti noi singolarmente.

Iniziative come l’Anno nazionale del Turismo Lento suscitano l’interesse di migliaia di persone, disposte a percorrere anche molti chilometri per scoprire le bellezze nascoste di terre meno note.

È l’occasione giusta, dunque, per mostrare quanto sia ricco e attraente il Medio Volturno, per la sua storia e i suoi paesaggi, e quanto possa essere calorosa l’accoglienza mostrata dagli abitanti.

Tutte le azioni citate sono indispensabili per vedere finalmente iniziare il vero rilancio dell’economia locale attraverso il Turismo Slow